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domenica 5 gennaio 2014
Monumenti allo spreco: 10 casi clamorosi dagli ospedali ai moli
Palazzi, dighe, piste da bob, ospedali, scali ferroviari, auditorium...
L'Italia dello sperpero di fondi pubblici annovera numerose opere che
hanno visto stanziare milioni di euro. Progetti perlopiù faraonici,
realizzati in toto o in parte e... inutilizzati. Alcuni esempi
emblematici.
Crisi frena anche l'happy hour
La moda dell'happy hour, l'aperitivo
lungo che spesso sostituisce la cena, sarebbe nata a Milano e
dintorni, ma proprio qui la crisi la sta 'uccidendo': secondo
una ricerca della Camera di commercio di Monza, in Lombardia il
48% degli under 35 per far fronte alle difficoltà economiche sta
riducendo le spese per bar e cene fuori casa, con punte
particolarmente alte proprio a Milano. Solo il 25% dei giovani
afferma di non aver cambiato nessuna delle proprie abitudini di
consumo.
Forconi: Ferro, possibili occupazioni
Il Coordinamento 9 Dicembre, noto come
movimento dei 'Forconi', prova a rilanciarsi dopo la spaccatura
delle scorse settimane. L'ala moderata, capeggiata dal siciliano
Mariano Ferro e dal veneto Lucio Chiavegato, esporrà domani la
nuova strategia in un incontro al presidio di Soave (Verona),
fuori della A4. "Stiamo pensando di occupare i Comuni e di fare
dei presidi davanti alle prefetture" ha annunciato, tra le altre
iniziative, Mariano Ferro.
mercoledì 25 dicembre 2013
Datagate, le nuove rivelazioni di Snowden: “Gli Usa piratano gli sms cinesi”
Il governo degli Stati Uniti “pirata” le compagnie di cellulari cinesi per raccogliere milioni di messaggini sms di testo. Edward Snowden, la cosiddetta ‘talpa’ del Datagate, lo racconta in un articolo pubblicato dal quotidiano di Hong Kong South China Morning Post.
Il governo di Hong Kong per ora non ha risposto alla richiesta americana di arrestare ed estradare Edward Snowden, ex analista dei servizi segreti americani che ha denunciato l’esistenza di una vasto programma di intercettazioni illegali. Per il governo del territorio si tratterà di una prova difficile. Hong Kong è una Speciale regione amministrativa (Sar) della Cina che gode di una forte autonomia, ma quando sono in gioco decisioni rilevanti per la politica internazionale dipende da Pechino. E’ legata agli Usa da un trattato per l’estradizione, che però esclude i reati ‘politici’, tra i quali potrebbe rientrare lo spionaggio. E le rivelazioni di Snowden su questo nuovo capitolo del Datagate potrebbero in qualche modo incidere sulle decisioni da prendere.
Nelle ultime settimane sia l’opinione pubblica hongkonghese che quella cinese si sono pronunciate con forza contro l’estradizione di Snowden. L’ex-analista è in territorio di Hong Kong da fine maggio e si ritiene che si trovi ancora lì. La notizia che un imprenditore islandese avrebbe affittato un aereo privato per portare l’analista a Reykjavik, dove potrebbe avere asilo politico, è stata smentita da fonti locali.
“La Nsa pirata delle compagnie di telefono portatile cinese per rubare tutti i vostri sms - dice Snowden – Ho le prove su ciò che affermo”. Stando al quotidiano, che pubblica le sue dichiarazioni, l’ex analista non cita alcun documento a riguardo. Secondo statistiche ufficiali citate dal South China Morning Post, i cinesi si sono scambiati circa 900 miliardi de messaggi di testo nel 2012, il 2,1% in più rispetto al 2011. L’articolo non rivela come la presunta pirateria abbia avuto luogo, ma afferma che gli esperti cinesi della cyber sicurezza da diverso tempo sono preoccupati sugli attacchi “clandestini” condotti con apparecchiature straniere.
Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, esule nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ha lanciato un appello perché “Paesi coraggiosi” si facciano avanti e offrano asilo a Snowden. “Oggi il calvario di Snowden è appena cominciato”, ha detto Assange in un discorso messo in rete da Wikileaks. “Il governo spia ciascuno di noi, ma invece è Edward Snowden a essere accusato di spionaggio per averci avvertito”, ha aggiunto l’australiano.
La denuncia penale nei confronti di Snowden è stata presentata alla Corte Distrettuale di Alexandria, in Virginia: il documento datato 14 giugno è stato pubblicato solo nelle ultime ore e consente agli Stati Uniti di chiedere all’Interpol un ‘codice rosso’, lo strumento più vicino a un mandato di arresto internazionale, per fermare Snowden nel caso in cui tentasse di muoversi. La ‘talpa’ ha una varie opzioni legali a Hong Kong, inclusa la possibilità di chiedere asilo e contestare ogni eventuale richiesta di trasferimento in un tribunale americano. A giocare a favore di Snowden, secondo gli esperti, è il fatto che l’amministrazione Obama incontrerebbe difficoltà legate alla propria immagine nel caso di uno scontro pubblico sullo status di Snowden stesso perché creerebbe tensione fra il più volte ribadito impegno del presidente americano verso la trasparenza e le libertà civili e la senza precedenti fuga di notizie.
Se e quando decidessero di arrestarlo, Snowden avrebbe la possibilità di presentare un appello per la sua liberazione ma si troverebbe in ogni caso – secondo il New York Times – di fronte a un nuovo problema: l’uomo ha un visto di 90 giorni che scade alla metà di agosto e questo concederebbe alle autorità di Hong Kong un ulteriore motivo per tenerlo sotto custodia.
Il governo di Hong Kong per ora non ha risposto alla richiesta americana di arrestare ed estradare Edward Snowden, ex analista dei servizi segreti americani che ha denunciato l’esistenza di una vasto programma di intercettazioni illegali. Per il governo del territorio si tratterà di una prova difficile. Hong Kong è una Speciale regione amministrativa (Sar) della Cina che gode di una forte autonomia, ma quando sono in gioco decisioni rilevanti per la politica internazionale dipende da Pechino. E’ legata agli Usa da un trattato per l’estradizione, che però esclude i reati ‘politici’, tra i quali potrebbe rientrare lo spionaggio. E le rivelazioni di Snowden su questo nuovo capitolo del Datagate potrebbero in qualche modo incidere sulle decisioni da prendere.
Nelle ultime settimane sia l’opinione pubblica hongkonghese che quella cinese si sono pronunciate con forza contro l’estradizione di Snowden. L’ex-analista è in territorio di Hong Kong da fine maggio e si ritiene che si trovi ancora lì. La notizia che un imprenditore islandese avrebbe affittato un aereo privato per portare l’analista a Reykjavik, dove potrebbe avere asilo politico, è stata smentita da fonti locali.
“La Nsa pirata delle compagnie di telefono portatile cinese per rubare tutti i vostri sms - dice Snowden – Ho le prove su ciò che affermo”. Stando al quotidiano, che pubblica le sue dichiarazioni, l’ex analista non cita alcun documento a riguardo. Secondo statistiche ufficiali citate dal South China Morning Post, i cinesi si sono scambiati circa 900 miliardi de messaggi di testo nel 2012, il 2,1% in più rispetto al 2011. L’articolo non rivela come la presunta pirateria abbia avuto luogo, ma afferma che gli esperti cinesi della cyber sicurezza da diverso tempo sono preoccupati sugli attacchi “clandestini” condotti con apparecchiature straniere.
Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, esule nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ha lanciato un appello perché “Paesi coraggiosi” si facciano avanti e offrano asilo a Snowden. “Oggi il calvario di Snowden è appena cominciato”, ha detto Assange in un discorso messo in rete da Wikileaks. “Il governo spia ciascuno di noi, ma invece è Edward Snowden a essere accusato di spionaggio per averci avvertito”, ha aggiunto l’australiano.
La denuncia penale nei confronti di Snowden è stata presentata alla Corte Distrettuale di Alexandria, in Virginia: il documento datato 14 giugno è stato pubblicato solo nelle ultime ore e consente agli Stati Uniti di chiedere all’Interpol un ‘codice rosso’, lo strumento più vicino a un mandato di arresto internazionale, per fermare Snowden nel caso in cui tentasse di muoversi. La ‘talpa’ ha una varie opzioni legali a Hong Kong, inclusa la possibilità di chiedere asilo e contestare ogni eventuale richiesta di trasferimento in un tribunale americano. A giocare a favore di Snowden, secondo gli esperti, è il fatto che l’amministrazione Obama incontrerebbe difficoltà legate alla propria immagine nel caso di uno scontro pubblico sullo status di Snowden stesso perché creerebbe tensione fra il più volte ribadito impegno del presidente americano verso la trasparenza e le libertà civili e la senza precedenti fuga di notizie.
Se e quando decidessero di arrestarlo, Snowden avrebbe la possibilità di presentare un appello per la sua liberazione ma si troverebbe in ogni caso – secondo il New York Times – di fronte a un nuovo problema: l’uomo ha un visto di 90 giorni che scade alla metà di agosto e questo concederebbe alle autorità di Hong Kong un ulteriore motivo per tenerlo sotto custodia.
Edward Snowden
Edward Joseph Snowden (Elizabeth City, 21 giugno 1983) è un informatico statunitense.
Ex tecnico della Central Intelligence Agency (CIA) e fino al 10 giugno 2013 collaboratore della Booz Allen Hamilton (azienda di tecnologia informatica consulente della NSA, la National Security Agency), è noto per aver rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti.[1] Attraverso la collaborazione con Glenn Greenwald, giornalista del The Guardian che ha pubblicato una serie di denunce sulla base di sue rivelazioni avvenute nel giugno 2013, Snowden ha rivelato diverse informazioni su programmi di intelligence secretati, tra cui il programma di intercettazione telefonica tra Stati Uniti ed Unione europea riguardante i metadati delle comunicazioni, il PRISM, Tempora e programmi di sorveglianza Internet.
Snowden ha affermato che le rivelazioni costituiscono uno sforzo "per informare il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro".[2] Le rivelazioni di Snowden riguardano alcune fra le violazioni più significative della storia della NSA. Matthew M. Aid, uno storico di intelligence di Washington, ha affermato che le sue rivelazioni hanno "confermato i sospetti di lunga data che la sorveglianza della NSA negli Stati Uniti è più invasiva di quanto pensavamo".
Il 14 giugno 2013 i procuratori federali degli Stati Uniti hanno presentato a Snowden una denuncia, resa pubblica il 21 giugno, con accuse di furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete con una persona non autorizzata. Le ultime due accuse sono sottoposte alla legislazione sullo spionaggio.[3]
Il primo contatto tra Snowden e la documentarista Laura Poitras avviene nel gennaio 2013. Secondo Poitras, Snowden ha scelto di contattarla dopo aver visto la sua relazione su William Binney, un informatore della NSA, sul The New York Times. Lei è un membro del consiglio della Fondazione sulla libertà di stampa insieme con il giornalista Glenn Greenwald. Greenwald, reporter per il The Guardian, ha detto di aver lavorato con Snowden da febbraio, e Barton Gellman, che scrive per il Washington Post, dice che il suo primo "contatto diretto" è stato il 16 maggio. Tuttavia, Gellman sostiene che Greenwald fu coinvolto solo dopo che il Washington Post si rifiutò di garantire la pubblicazione dei documenti completa entro 72 ore.
Gellman dice di aver detto a Snowden "Non garantiamo quando e quello che pubblicheremo... Snowden rispose succintamente, mi dispiace che non siamo riusciti a mantenere questo progetto unilaterale. Poco dopo entrò in contatto con Glenn Greenwald del quotidiano britannico The Guardian». Snowden comunicava tramite posta elettronica crittografata, con il nome in codice di Verax, che significa colui che dice la verità in latino. Ha chiesto di non essere citato a lungo per paura di identificazione con un'analisi semantica.
Secondo Gellman, prima del loro primo incontro di persona, Snowden ha scritto: So che soffrirò per le mie azioni, e che il ritorno di queste informazioni al pubblico segna la mia fine. Snowden ha anche avvertito Gellman che, una volta pubblicati gli articoli, i giornalisti che avessero collaborato con lui sarebbero diventati bersagli della CIA rischiando pertanto la propria vita "nel caso in cui pensino che voi siete il punto nevralgico eliminato il quale le rivelazioni avranno fine restituendo loro la proprietà delle informazioni". Snowden ha descritto la sua esperienza con la CIA a Ginevra come formativa, affermando che la CIA, prese un banchiere ubriaco svizzero e lo incoraggiò a guidare sino a casa.
Quando quest'ultimo fu arrestato, un agente della CIA si offrì di intervenire in aiuto, per infine reclutarlo. Il consigliere federale svizzero Ueli Maurer ha commentato: Non mi sembra che sia probabile che questo incidente sia avvenuto come è stato descritto da Snowden e dai media. Le rivelazioni arrivano in un momento delicato per le relazioni USA-Svizzera dal momento che il governo svizzero tenta di approvare una legge che consente una maggiore trasparenza bancaria. In seguito, il Guardian pubblica anche la notizia di spionaggio USA ai danni di diplomatici dell'Unione Europea. La stampa italiana ribattezza il caso, chiamandolo datagate[13]
Ex tecnico della Central Intelligence Agency (CIA) e fino al 10 giugno 2013 collaboratore della Booz Allen Hamilton (azienda di tecnologia informatica consulente della NSA, la National Security Agency), è noto per aver rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti.[1] Attraverso la collaborazione con Glenn Greenwald, giornalista del The Guardian che ha pubblicato una serie di denunce sulla base di sue rivelazioni avvenute nel giugno 2013, Snowden ha rivelato diverse informazioni su programmi di intelligence secretati, tra cui il programma di intercettazione telefonica tra Stati Uniti ed Unione europea riguardante i metadati delle comunicazioni, il PRISM, Tempora e programmi di sorveglianza Internet.
Snowden ha affermato che le rivelazioni costituiscono uno sforzo "per informare il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro".[2] Le rivelazioni di Snowden riguardano alcune fra le violazioni più significative della storia della NSA. Matthew M. Aid, uno storico di intelligence di Washington, ha affermato che le sue rivelazioni hanno "confermato i sospetti di lunga data che la sorveglianza della NSA negli Stati Uniti è più invasiva di quanto pensavamo".
Il 14 giugno 2013 i procuratori federali degli Stati Uniti hanno presentato a Snowden una denuncia, resa pubblica il 21 giugno, con accuse di furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete con una persona non autorizzata. Le ultime due accuse sono sottoposte alla legislazione sullo spionaggio.[3]
Il primo contatto tra Snowden e la documentarista Laura Poitras avviene nel gennaio 2013. Secondo Poitras, Snowden ha scelto di contattarla dopo aver visto la sua relazione su William Binney, un informatore della NSA, sul The New York Times. Lei è un membro del consiglio della Fondazione sulla libertà di stampa insieme con il giornalista Glenn Greenwald. Greenwald, reporter per il The Guardian, ha detto di aver lavorato con Snowden da febbraio, e Barton Gellman, che scrive per il Washington Post, dice che il suo primo "contatto diretto" è stato il 16 maggio. Tuttavia, Gellman sostiene che Greenwald fu coinvolto solo dopo che il Washington Post si rifiutò di garantire la pubblicazione dei documenti completa entro 72 ore.
Gellman dice di aver detto a Snowden "Non garantiamo quando e quello che pubblicheremo... Snowden rispose succintamente, mi dispiace che non siamo riusciti a mantenere questo progetto unilaterale. Poco dopo entrò in contatto con Glenn Greenwald del quotidiano britannico The Guardian». Snowden comunicava tramite posta elettronica crittografata, con il nome in codice di Verax, che significa colui che dice la verità in latino. Ha chiesto di non essere citato a lungo per paura di identificazione con un'analisi semantica.
Secondo Gellman, prima del loro primo incontro di persona, Snowden ha scritto: So che soffrirò per le mie azioni, e che il ritorno di queste informazioni al pubblico segna la mia fine. Snowden ha anche avvertito Gellman che, una volta pubblicati gli articoli, i giornalisti che avessero collaborato con lui sarebbero diventati bersagli della CIA rischiando pertanto la propria vita "nel caso in cui pensino che voi siete il punto nevralgico eliminato il quale le rivelazioni avranno fine restituendo loro la proprietà delle informazioni". Snowden ha descritto la sua esperienza con la CIA a Ginevra come formativa, affermando che la CIA, prese un banchiere ubriaco svizzero e lo incoraggiò a guidare sino a casa.
Quando quest'ultimo fu arrestato, un agente della CIA si offrì di intervenire in aiuto, per infine reclutarlo. Il consigliere federale svizzero Ueli Maurer ha commentato: Non mi sembra che sia probabile che questo incidente sia avvenuto come è stato descritto da Snowden e dai media. Le rivelazioni arrivano in un momento delicato per le relazioni USA-Svizzera dal momento che il governo svizzero tenta di approvare una legge che consente una maggiore trasparenza bancaria. In seguito, il Guardian pubblica anche la notizia di spionaggio USA ai danni di diplomatici dell'Unione Europea. La stampa italiana ribattezza il caso, chiamandolo datagate[13]
Datagate, nuove rivelazioni di Snowden “Una rete europea per spiare i telefoni”
Una rete europea di sorveglianza di massa delle
comunicazioni, costruita da Germania, Francia, Spagna e Svezia con
l’aiuto del Gchq (Government Communications Headquarters), l’equivalente
britannico dell’americana Nsa. Le ultime rivelazioni di Edward Snowden,
riportate oggi dal Guardian, gettano così
anche l’Europa nell’occhio del ciclone del Datagate mostrando come
quello del «Grande Fratello» non sia un copyright esclusivo degli Usa e
trasformando anche i Paesi europei in colpevoli protagonisti di una rete
di spionaggio andata ben oltre i limiti della privacy. Una rete nella
quale non compare l’Italia anche perché - come riportato dagli stessi
documenti della «talpa» - dotata di servizi di intelligence «litigiosi» e
limitati da «ostacoli legali».
La rete svelata dalle informazioni sottratte da Snowden si sarebbe sviluppata 5 anni fa e prevedrebbe un monitoraggio delle comunicazioni telefoniche e di internet effettuato sia con intercettazioni dirette sia sulla base di relazioni segrete con le compagnie di comunicazione. L’alleanza, definita dal Guardian «elastica ma crescente», avrebbe così permesso all’intelligence di un Paese di coltivare «legami» con le compagnie di un altro Paese per facilitare quella che i documenti definiscono una «pesca a strascico» di dati sul web. Pesca nella quale la britannica Gchq avrebbe avuto un ruolo guida nel consigliare i partner su come aggirare le leggi nazionali che restringono i poteri di sorveglianza dell’intelligence.
Ma gli ultimi “leaks” svelano anche «la frustrazione» degli 007 britannici nei confronti dei loro colleghi italiani, definiti «litigiosi» e «incapaci o non disposti a collaborare tra loro» a dispetto dell’intelligence degli altri Paesi coinvolti nella rete. Il Gchq, secondo i dati riportati dal Guardian, avevano in realtà chiesto all’Aisi di collaborare, trovando tuttavia responso negativo. «Gli italiani sembravano entusiasti ma ostacoli legali potrebbero aver impedito loro di impegnarsi», è scritto nei documenti ai quali, in serata, hanno replicato fonti dell’intelligence italiana. I documenti di Snowden chiariscono che i servizi italiani «sono più garantisti» di quelli di altri Paesi e che «non sono disponibili ad andare al di là di quanto previsto dall’ordinamento», hanno affermato le fonti, spiegando come la litigiosità evocata dagli 007 di Londra sia «una valutazione datata» in quanto relativa al periodo precedente o immediatamente successivo alla profonda riforma delle due agenzie Aise e Aisi. Una riforma che ha necessitato di un «complesso periodo di adattamento».
Le rivelazioni del Guardian, più in generale, gettano però una luce diversa sull’intero scandalo Datagate facendo in qualche modo da sponda alle parole del direttore della National Intelligence americana, James Clapper, che al Congresso aveva tacciato di ipocrisia le accuse dell’Europa agli Usa, nonché a quelle del capo della Nsa Keith Alexander, che aveva sottolineato come fossero gli stessi partner del Vecchio Continente a fornire agli Usa informazioni sui cittadini europei. Di certo, dopo il Datagate, nulla sarà come prima. Secondo la stampa tedesca, Berlino e Washington starebbero per concludere un accordo di «non spionaggio reciproco» che partirebbe dal 2014, mentre oggi Germania e Brasile hanno chiesto all’Assemblea generale dell’Onu di adottare una bozza di risoluzione per per arginare «l’invadenza» della sorveglianza elettronica svelata dal Datagate.
Una sorveglianza sulla quale il Guardian e il New York Times, condividendo i “leaks” di Snowden, hanno oggi tracciato un quadro esaustivo, spiegando come tra i leader spiati figurino anche il segretario dell’Onu Ban Ki-moon e l’ayatollah iraniano Alì Khamenei e dando così nuovi dati sul «lato oscuro» della Nsa. Un lato oscuro che, con le rivelazioni di oggi, vede anche l’Europa protagonista in un “Grande fratello” dove vittime e carnefici sembrano ora confondersi in un quadro sempre più caotico e inquietante.
La rete svelata dalle informazioni sottratte da Snowden si sarebbe sviluppata 5 anni fa e prevedrebbe un monitoraggio delle comunicazioni telefoniche e di internet effettuato sia con intercettazioni dirette sia sulla base di relazioni segrete con le compagnie di comunicazione. L’alleanza, definita dal Guardian «elastica ma crescente», avrebbe così permesso all’intelligence di un Paese di coltivare «legami» con le compagnie di un altro Paese per facilitare quella che i documenti definiscono una «pesca a strascico» di dati sul web. Pesca nella quale la britannica Gchq avrebbe avuto un ruolo guida nel consigliare i partner su come aggirare le leggi nazionali che restringono i poteri di sorveglianza dell’intelligence.
Ma gli ultimi “leaks” svelano anche «la frustrazione» degli 007 britannici nei confronti dei loro colleghi italiani, definiti «litigiosi» e «incapaci o non disposti a collaborare tra loro» a dispetto dell’intelligence degli altri Paesi coinvolti nella rete. Il Gchq, secondo i dati riportati dal Guardian, avevano in realtà chiesto all’Aisi di collaborare, trovando tuttavia responso negativo. «Gli italiani sembravano entusiasti ma ostacoli legali potrebbero aver impedito loro di impegnarsi», è scritto nei documenti ai quali, in serata, hanno replicato fonti dell’intelligence italiana. I documenti di Snowden chiariscono che i servizi italiani «sono più garantisti» di quelli di altri Paesi e che «non sono disponibili ad andare al di là di quanto previsto dall’ordinamento», hanno affermato le fonti, spiegando come la litigiosità evocata dagli 007 di Londra sia «una valutazione datata» in quanto relativa al periodo precedente o immediatamente successivo alla profonda riforma delle due agenzie Aise e Aisi. Una riforma che ha necessitato di un «complesso periodo di adattamento».
Le rivelazioni del Guardian, più in generale, gettano però una luce diversa sull’intero scandalo Datagate facendo in qualche modo da sponda alle parole del direttore della National Intelligence americana, James Clapper, che al Congresso aveva tacciato di ipocrisia le accuse dell’Europa agli Usa, nonché a quelle del capo della Nsa Keith Alexander, che aveva sottolineato come fossero gli stessi partner del Vecchio Continente a fornire agli Usa informazioni sui cittadini europei. Di certo, dopo il Datagate, nulla sarà come prima. Secondo la stampa tedesca, Berlino e Washington starebbero per concludere un accordo di «non spionaggio reciproco» che partirebbe dal 2014, mentre oggi Germania e Brasile hanno chiesto all’Assemblea generale dell’Onu di adottare una bozza di risoluzione per per arginare «l’invadenza» della sorveglianza elettronica svelata dal Datagate.
Una sorveglianza sulla quale il Guardian e il New York Times, condividendo i “leaks” di Snowden, hanno oggi tracciato un quadro esaustivo, spiegando come tra i leader spiati figurino anche il segretario dell’Onu Ban Ki-moon e l’ayatollah iraniano Alì Khamenei e dando così nuovi dati sul «lato oscuro» della Nsa. Un lato oscuro che, con le rivelazioni di oggi, vede anche l’Europa protagonista in un “Grande fratello” dove vittime e carnefici sembrano ora confondersi in un quadro sempre più caotico e inquietante.
Datagate: Snowden, la “talpa”, soddisfatto delle rilevazioni
Edward Snowden ritiene di aver vinto. È
soddisfatto del terremoto che ha causato con le sue rivelazioni sul
programma di massiccia sorveglianza elettronica realizzato dalla
National Security Agency, la Nsa. “Per me, in termini di soddisfazione personale, la missione è già compiuta“, ha detto in una lunga intervista al Washington Post. “Io
ho già vinto. Da quando i giornalisti sono stati in grado di scrivere,
tutto ciò che ho tentato di fare si è concretizzato. Perchè io non
volevo cambiare la società. Io volevo dare la possibilità alla società
di decidere se cambiare se stessa“, ha affermato la cosiddetta talpa del Datagate.
Dopo mesi di rivelazioni Snowden ha affermato che “il giuramento di fedeltà non è un giuramento di segretezza”, perchè “è un giuramento alla Costituzione”. “È un giuramento che ho mantenuto, e che Keith Alexander e James Clapper no“, ha aggiunto, riferendosi al direttore della National Security Agency e al direttore della National Intelligence. “Io
non sto cercando di demolire la Nsa, io sto lavorando per
migliorarla…Sto ancora oggi lavorando per la Nsa. Loro sono gli unici
che non se ne sono accorti”, ha detto. Ogni giorno, a Mosca,
continua a seguire gli sviluppi del dibattito che ha innescato, che ha
raggiunto il Congresso e le cancellerie dei maggiori Paesi del mondo, ha
affermato.
Crisi: migliaia di greci riconsegnano targa auto
A causa della crisi economica che ormai da sei anni perdura in
Grecia, migliaia di automobilisti stanno facendo la fila in questi
giorni davanti agli sportelli degli uffici della motorizzazione o del
fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di
pagare la costosa tassa di circolazione per l'anno prossimo. Le Tv
greche dedicano molto spazio alla vicenda e trasmettono le immagini
delle persone in fila con le targhe in mano che ammettono davanti alle
telecamere di non potersi più permettere di pagare alcune centinaia di
euro di tassa sull'auto. Imposta che supera i 1.000 euro per le macchine
di lusso.
"Solo quest'anno sono stati circa 70.000 gli automobilisti che hanno riconsegnato le targhe dei loro veicoli", ha detto Charis Theocharis, un funzionario del ministero delle Finanze. Naturalmente i furbi non mancano mai e c'è sempre chi, dopo aver riconsegnato le targhe vere, applica sulla propria autovettura targhe false. Come ha fatto Michalis Liapis, 60 anni, ex ministro dei Trasporti e della Cultura nei precedenti governi di Costas Karamanlis (Nea Dimokratia), fermato martedì scorso dalla polizia stradale alla periferia di Atene per un controllo di routine mentre guidava un Suv con targhe false appunto per non pagare la tassa di circolazione né l'assicurazione. I redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati greci, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli. In forte sofferenza anche il mercato automobilistico ellenico: sempre secondo i concessionari di auto, nel periodo gennaio-novembre di quest'anno sono state registrate solo 55.000 mila nuove immatricolazioni con un calo delle vendite del 40% rispetto allo stesso periodo del 2012, il picco più basso fra tutti i Paesi dell'Ue.
fonte ansa
"Solo quest'anno sono stati circa 70.000 gli automobilisti che hanno riconsegnato le targhe dei loro veicoli", ha detto Charis Theocharis, un funzionario del ministero delle Finanze. Naturalmente i furbi non mancano mai e c'è sempre chi, dopo aver riconsegnato le targhe vere, applica sulla propria autovettura targhe false. Come ha fatto Michalis Liapis, 60 anni, ex ministro dei Trasporti e della Cultura nei precedenti governi di Costas Karamanlis (Nea Dimokratia), fermato martedì scorso dalla polizia stradale alla periferia di Atene per un controllo di routine mentre guidava un Suv con targhe false appunto per non pagare la tassa di circolazione né l'assicurazione. I redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati greci, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli. In forte sofferenza anche il mercato automobilistico ellenico: sempre secondo i concessionari di auto, nel periodo gennaio-novembre di quest'anno sono state registrate solo 55.000 mila nuove immatricolazioni con un calo delle vendite del 40% rispetto allo stesso periodo del 2012, il picco più basso fra tutti i Paesi dell'Ue.
fonte ansa
Unicef, ogni anno 3 mln bambini muoiono per malnutrizione
Ogni giorno 18 mila bambini sotto i cinque anni nel mondo muoiono per
cause prevenibili. Circa la metà di queste morti - circa 3 milioni in
totale ogni anno - sono legate a malattie comuni che la malnutrizione
rende letali. Non necessariamente si muore di fame per mancanza di cibo;
molto spesso invece per il protrarsi di una dieta povera, scarsamente
proteica, priva di vitamine e micronutrienti essenziali. In un bambino
piccolo, soprattutto nei primi mille giorni di vita considerati cruciali
per la sua sopravvivenza e il suo sviluppo, l'assenza di una corretta
nutrizione si trasforma in malnutrizione. Se a questa, non curata
adeguatamente, si unisce una malattia tipica dell'infanzia o
un'infezione, il rischio di morte aumenta in modo esponenziale.
Per questo Natale, l'Unicef lancia una campagna dal titolo 'IL CENONE DI NATALE PIU' GRANDE DEL MONDO' in cui chiede di sostenere i progetti per la fornitura di alimenti terapeutici salvavita per bambini ed adolescenti. La nutrizione terapeutica di emergenza si basa sulla somministrazione di un alimento pronto all'uso (il RUTF, 'ready to use therapeutic food'). Si tratta di bustine contenenti, fra l'altro, composto di farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, acido folico, sali minerali, vitamine. Una confezione da 92 grammi fornisce circa 500 calorie. I bambini possono succhiarlo direttamente dalla confezione evitando di toccarlo con le mani sporche. Attraverso questo alimento, l'Unicef riesce a curare i bambini dalla malnutrizione cronica.
fonte ansa
Per questo Natale, l'Unicef lancia una campagna dal titolo 'IL CENONE DI NATALE PIU' GRANDE DEL MONDO' in cui chiede di sostenere i progetti per la fornitura di alimenti terapeutici salvavita per bambini ed adolescenti. La nutrizione terapeutica di emergenza si basa sulla somministrazione di un alimento pronto all'uso (il RUTF, 'ready to use therapeutic food'). Si tratta di bustine contenenti, fra l'altro, composto di farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, acido folico, sali minerali, vitamine. Una confezione da 92 grammi fornisce circa 500 calorie. I bambini possono succhiarlo direttamente dalla confezione evitando di toccarlo con le mani sporche. Attraverso questo alimento, l'Unicef riesce a curare i bambini dalla malnutrizione cronica.
fonte ansa
A Natale nove italiani su dieci a casa
Gli italiani spenderanno 97 euro per imbandire le tavole del pasto
più importante del Natale che il 92% consumerà a casa propria con
parenti o amici. E' quanto emerge da un'analisi Coldiretti che mette in
evidenza come il tradizionale pranzo e cenone di Natale quest'anno sarà
all'insegna della riscoperta dei piatti del passato, con preparazione
casalinga delle ricette della tradizione prevalentemente con i prodotti
del territorio locali e made in Italy; al ristorante andrà appena il 3%
degli italiani.
Nel dettaglio, sottolinea la Coldiretti, il 16% delle famiglie spenderà dai 30 ai 50 euro, il 41% tra i 50 e i 100 euro, il 30% tra i 100 e i 200 euro e una minoranza del 6% si manterrà sopra i 200 euro. Il 57% degli italiani prevede di spendere come lo scorso anno per la tavola di Natale, mentre il 25% pensa di tagliare fino alla metà della spesa e solo per il 4% il budget per pranzi e cenoni sarà meno della metà dello scorso anno. Al contrario, precisa la Coldiretti, c'è un 12% che prevede di spendere di più per il menu della festa più importante dell'anno.
fonte ansa
Nel dettaglio, sottolinea la Coldiretti, il 16% delle famiglie spenderà dai 30 ai 50 euro, il 41% tra i 50 e i 100 euro, il 30% tra i 100 e i 200 euro e una minoranza del 6% si manterrà sopra i 200 euro. Il 57% degli italiani prevede di spendere come lo scorso anno per la tavola di Natale, mentre il 25% pensa di tagliare fino alla metà della spesa e solo per il 4% il budget per pranzi e cenoni sarà meno della metà dello scorso anno. Al contrario, precisa la Coldiretti, c'è un 12% che prevede di spendere di più per il menu della festa più importante dell'anno.
fonte ansa
venerdì 13 dicembre 2013
Tares, stangata da 305 euro a famiglia
Dopo la mini Imu arriva il caro “mondezza” a prosciugare le
tredicesime degli italiani. La scadenza del 16 dicembre, termine ultimo
per saldare la Tares sui rifiuti, è oramai alle porte e per le famiglie
italiane si profila una stangata in media da 305 euro a famiglia. Un
aumento del 35,4% rispetto alle vecchie Tarsu e Tia che vale mediamente
una ottantina di euro, certifica l’indagine condotta dalla Uil, Servizio
politiche territoriali.
A far lievitare la tassa sono due novità concomitanti: la prima è che la Tares dovrà coprire per intero il costo del sevizio di smaltimento dei rifiuti, cosa che non avveniva in passato e che farà aumentare l’esborso in chi abita dove questo genere di servizi non brilla per efficienza. Infatti non è un caso che la città dove si pagherà di più sia Reggio Calabria, con 531 euro medi e che nella top ten del caro-Tares siano ben nove i centri urbani del sud e delle isole. L’altro elemento che ha contribuito a far lievitare i costi è la novità dei 30 centesimi a metro quadro dovuti per i cosiddetti servizi indivisibili, cose come illuminazione, strade e sicurezza. Un obolo che è solo l’assaggio di quello che ci aspetterà dal prossimo anno con l’esordio della Tasi, anche lei destinata a finanziare i servizi indivisibili, ma con importo che si avvicina a quelli della vecchia Imu.
fonte la stampa
A far lievitare la tassa sono due novità concomitanti: la prima è che la Tares dovrà coprire per intero il costo del sevizio di smaltimento dei rifiuti, cosa che non avveniva in passato e che farà aumentare l’esborso in chi abita dove questo genere di servizi non brilla per efficienza. Infatti non è un caso che la città dove si pagherà di più sia Reggio Calabria, con 531 euro medi e che nella top ten del caro-Tares siano ben nove i centri urbani del sud e delle isole. L’altro elemento che ha contribuito a far lievitare i costi è la novità dei 30 centesimi a metro quadro dovuti per i cosiddetti servizi indivisibili, cose come illuminazione, strade e sicurezza. Un obolo che è solo l’assaggio di quello che ci aspetterà dal prossimo anno con l’esordio della Tasi, anche lei destinata a finanziare i servizi indivisibili, ma con importo che si avvicina a quelli della vecchia Imu.
fonte la stampa
Berlusconi: «Craxi uomo giusto, non si arricchì Il suo libro? Lo leggerò quando sarò in galera»
«Mi riservo di leggere il libro quando sarò in galera e avrò molto
tempo a disposizione... Ci salva solo un po’ di ironia in una situazione
drammatica». Lo ha detto Silvio Berlusconi alla presentazione del libro
«Bettino Craxi dunque colpevole», a Roma.
UN UOMO GIUSTO - «Un uomo buono, giusto e molto generoso», ha detto l’ex premier ricordando il leader socialista. «Non si è arricchito lasciando la sua famiglia non in una situazione agiata ma neanche nel benessere...». E in merito all’«esilio volontario» scelto da Bettino Craxi, il Cavaliere commenta: ««Non farò mai una cosa del genere per evitare una carcerazione. Non andrei via dal mio Paese, sarei colpevole nei confronti di chi mi ha dato il voto». L’ex premier si dice «disposto a continuare la lotta, perché non solo non darei una fine decorosa alla mia avventura umana, ma sarei anche colpevole nei confronti di coloro che mi hanno dato il voto -sottolinea ancora il Cavaliere - sento di avere la possibilità di convincere i nostri concittadini che abbiamo ancora molte chance di cambiare la situazione e di fare del nostro Paese un Paese civile e democratico».
fonte il corriere
UN UOMO GIUSTO - «Un uomo buono, giusto e molto generoso», ha detto l’ex premier ricordando il leader socialista. «Non si è arricchito lasciando la sua famiglia non in una situazione agiata ma neanche nel benessere...». E in merito all’«esilio volontario» scelto da Bettino Craxi, il Cavaliere commenta: ««Non farò mai una cosa del genere per evitare una carcerazione. Non andrei via dal mio Paese, sarei colpevole nei confronti di chi mi ha dato il voto». L’ex premier si dice «disposto a continuare la lotta, perché non solo non darei una fine decorosa alla mia avventura umana, ma sarei anche colpevole nei confronti di coloro che mi hanno dato il voto -sottolinea ancora il Cavaliere - sento di avere la possibilità di convincere i nostri concittadini che abbiamo ancora molte chance di cambiare la situazione e di fare del nostro Paese un Paese civile e democratico».
fonte il corriere
Grillo, mai incitato insubordinazione
Mercoledì prossimo si svolgerà a Roma una grande manifestazione con
un presidio dei Forconi, che proseguirà ad oltranza, ma non ci sarà
alcun corteo "per evitare qualsiasi tipo di infiltrazioni che non
appartengono al movimento". Lo ha annunciato il Coordinamento 9 Dicembre
in una conferenza stampa che si è svolta a Roma (La mappa delle proteste VAI).
Intanto un centinaio di appartenenti al movimento dei Forconi ha
tenuto un'assemblea a Napoli, in piazza Carlo III, con il leader del
coordinamento nazionale ''9 dicembre'', Danilo Calvani. Prossimo
obiettivo della protesta - ha detto Calvani (Foto)-
è una manifestazione a Roma che dovrebbe tenersi, se ci saranno le
autorizzazioni, il 18 dicembre in piazza del Popolo. In piazza Carlo
III, a Napoli, i rappresentanti di Battipaglia, Caserta, Aversa, che
hanno portato anche l'adesione degli agricoltori. Non sono mancati però i
dissensi e il gruppo napoletano ha chiesto che la manifestazione
nazionale si tenga non a Roma ma a Napoli, spingendo per la linea dei
blocchi stradali e della contestazione più accesa.
"Nessuno ha incitato all'insubordinazione le forze dell'ordine, a meno che insubordinazione significhi togliersi il casco e sfilare con la gente esasperata". Così Beppe Grillo risponde alla "accusa" rivoltagli dal premier Enrico Letta (Speciale L'Italia che protesta).
Sono ''deliranti'' le affermazioni ''sull'Italia 'schiava dei banchieri ebrei''' e le ''successive giustificazioni formulate dal portavoce del Movimento dei Forconi, Andrea Zunino'' in una intervista al quotidiano La Repubblica. Lo dice il presidente dell'Unione delle Comunita' ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna secondo il quale quelle affermazioni ''danno il senso di un disagio che si fa sempre più profondo e richiamano, senza alcun pudore e vergogna in chi le ha pronunciate, un periodo storico caratterizzato da morte, violenza, negazione dei diritti più elementari''.
''Zunino - aggiunge Gattegna - si alimenta dei più violenti e biechi stereotipi antisemiti per offendere non soltanto la memoria di milioni di individui che in nome dell'ideologia nazista trovarono la morte tra le più atroci sofferenze ma soprattutto l'intelligenza, la coscienza democratica e la maturità di quella popolazione italiana le cui istanze si propone di rappresentare, evidentemente in modo inadeguato, nella strade e nelle piazze di tutto il paese''.
Alfano: c'e' rischio di una deriva ribellistica (Tutti i video) - C'è il rischio di una "deriva ribellistica genericamente indirizzata contro istituzioni nazionali ed europee a cui non farebbero mancare proprio sostengo organizzazioni antagoniste. Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nell'informativa alla Camera sulla protesta dei forconi. "C'è stato un fronte violento che ha violato le leggi: comprendiamo il disagio sociale, ma al tempo stesso non abbiamo esitazione nel dire che intendiamo difendere la libertà e la sicurezza dei cittadini". Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nell'informativa alla Camera sulla protesta dei forconi. "Il governo sa da che parte stare", ha aggiunto.
fonte ansa
"Nessuno ha incitato all'insubordinazione le forze dell'ordine, a meno che insubordinazione significhi togliersi il casco e sfilare con la gente esasperata". Così Beppe Grillo risponde alla "accusa" rivoltagli dal premier Enrico Letta (Speciale L'Italia che protesta).
Sono ''deliranti'' le affermazioni ''sull'Italia 'schiava dei banchieri ebrei''' e le ''successive giustificazioni formulate dal portavoce del Movimento dei Forconi, Andrea Zunino'' in una intervista al quotidiano La Repubblica. Lo dice il presidente dell'Unione delle Comunita' ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna secondo il quale quelle affermazioni ''danno il senso di un disagio che si fa sempre più profondo e richiamano, senza alcun pudore e vergogna in chi le ha pronunciate, un periodo storico caratterizzato da morte, violenza, negazione dei diritti più elementari''.
''Zunino - aggiunge Gattegna - si alimenta dei più violenti e biechi stereotipi antisemiti per offendere non soltanto la memoria di milioni di individui che in nome dell'ideologia nazista trovarono la morte tra le più atroci sofferenze ma soprattutto l'intelligenza, la coscienza democratica e la maturità di quella popolazione italiana le cui istanze si propone di rappresentare, evidentemente in modo inadeguato, nella strade e nelle piazze di tutto il paese''.
Alfano: c'e' rischio di una deriva ribellistica (Tutti i video) - C'è il rischio di una "deriva ribellistica genericamente indirizzata contro istituzioni nazionali ed europee a cui non farebbero mancare proprio sostengo organizzazioni antagoniste. Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nell'informativa alla Camera sulla protesta dei forconi. "C'è stato un fronte violento che ha violato le leggi: comprendiamo il disagio sociale, ma al tempo stesso non abbiamo esitazione nel dire che intendiamo difendere la libertà e la sicurezza dei cittadini". Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nell'informativa alla Camera sulla protesta dei forconi. "Il governo sa da che parte stare", ha aggiunto.
fonte ansa
Firme false: indagata Silvia Garnero, nipote Santanché
Silvia Garnero, assessore alla moda e agli eventi della provincia di
Milano, nonché nipote della parlamentare di Forza Italia Daniela
Santanché, risulta indagata per falso in atto pubblico dalla procura di
Milano in un'inchiesta con al centro i referendum sulla giustizia
promossi qualche mese fa dai radicali. Secondo l'indagine, coordinata
dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini e
condotta dalla sezione di pg dei carabinieri, Silvia Garnero avrebbe
certificato come regolari alcune decine di firme raccolte per la
presentazione dei referendum, poi risultate false.
fonte ansa
fonte ansa
Berlusconi, finirò di leggere libro Craxi in galera..le buffonate continuano
"Ho letto le prime 30 pagine di questo libro, leggerò le altre quando
sarò in gale...". Lo ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi, in
occasione della presentazione del libro di Nicolò Amato su Bettino
Craxi.
"Siamo in un quadro drammatico" perché, "l'Italia non è una democrazia". Lo ha detto Silvio Berlusconi, presentando un libro su Bettino Craxi. "C'è un ordine dello Stato composto da funzionari a cui è stato conferito il potere di togliere la libertà che si è trasformato in contropotere dello Stato", ha aggiunto.
"Questo paese non ha imparato a votare quindi è ingovernabile e tale sarà ancora soprattutto se viene fatta una legge proporzionale. Ci sono possibilità di un governo di larghe intese e difficilmente potrà essere tra Fi e Pd ma sarà un accordo tra Pd e M5S. Ovvero: giustizialismo che si somma a ingiustizialismo". Così Silvio Berlusconi.
fonte ansa
E le buffonate continuano !
"Siamo in un quadro drammatico" perché, "l'Italia non è una democrazia". Lo ha detto Silvio Berlusconi, presentando un libro su Bettino Craxi. "C'è un ordine dello Stato composto da funzionari a cui è stato conferito il potere di togliere la libertà che si è trasformato in contropotere dello Stato", ha aggiunto.
"Questo paese non ha imparato a votare quindi è ingovernabile e tale sarà ancora soprattutto se viene fatta una legge proporzionale. Ci sono possibilità di un governo di larghe intese e difficilmente potrà essere tra Fi e Pd ma sarà un accordo tra Pd e M5S. Ovvero: giustizialismo che si somma a ingiustizialismo". Così Silvio Berlusconi.
fonte ansa
E le buffonate continuano !
mercoledì 11 dicembre 2013
Usa: accordo sul bilancio, fine crisi lunga tre anni
NEW YORK - A Washington si chiude una crisi lunga tre anni. Camera e
Senato hanno infatti raggiunto l'intesa sul bilancio: quell'intesa tante
volte saltata e costata molto cara all'America, che nel mese di ottobre
si e' dovuta arrendere alla parziale chiusura del governo federale per
mancanza di fondi. Ora i due rami del Congresso - il Senato a
maggioranza democratica e la Camera dei rappresentanti a maggioranza
repubblicana - hanno deciso di imprimere una svolta e di lanciare un
segnale ai cittadini Usa stanchi della situazione di stallo politico e
delle sue conseguenze sull'economia reale. Lo hanno fatto con un'intesa,
votata in tarda serata, che prevede un pacchetto di misure da 85
miliardi di dollari che pongono fine al cosiddetto 'sequester', i tagli
automatici ed orizzontali previsti dalla legge in mancanza di un accordo
sul bilancio. Grande la soddisfazione del presidente Barack Obama,
che in una nota diffusa dalla Casa Bianca sottolinea come ''l'accordo
bipartisan rappresenta un primo passo positivo'' per un bilancio piu'
equilibrato. ''L'intesa non contiene tutto quello che io avrei voluto -
aggiunge il presidente - e sono convinto che e' cosi' anche per i
repubblicani. Ma questa e' la natura del compromesso. E questo e' il
modo in cui gli americani vogliono lavori il Congresso''. I passaggi
piu' significativi della nuova finanziaria riguardano l'aumento delle
spese del Pentagono e delle agenzie federali nei prossimi due anni.
Aumenti che saranno coperti con 63 miliardi di dollari che proverranno -
tra l'altro - da un aumento delle tasse sui biglietti aerei (anche al
fine di migliorare la spesa per la sicurezza), da tagli alle pensioni
dei dipendenti federali e dei militari, e da un aumento dei premi per le
assicurazioni federali. L'accordo non comprende l'estensione dei
benefici per la disoccupazione di lunga durata fortemente voluta dai
democratici e chiesta da Obama. Una lacuna che rischia di lasciare senza
un dollaro ben un milione di disoccupati alla fine dell'anno. A meno
che non si raggiunga - come ha auspicato il presidente - una nuova
intesa nei prossimi giorni. L'intesa viene definita dai principali
giornali come 'modesta' nei suoi contenuti. Ma e' un coro unanime quello
che parla comunque di svolta. Si e' di fronte a un ''cessate il fuoco''
dopo una battaglia senza esclusione di colpi che ha paralizzato la
politica di Washington a partire dal 2011, e che ora da' ai membri del
Congresso maggiori margini di manovra per affrontare le due questioni
davvero cruciali rimaste in sospeso: quella della riduzione del debito
pubblico e quella della riforma fiscale.
fonte ansa
fonte ansa
Monito Corte Conti, niente crescita con spesa inefficace
"Il problema dell'economia italiana è un problema di crescita. Ma in
un'economia nella quale la spesa pubblica vale più della metà del
prodotto, nessuna crescita è possibile se quella spesa pubblica non si
farà più efficace ed efficiente". Lo ha detto il presidente della Corte
dei Conti nel suo discorso di insediamento. In Italia "il prelievo
ammonta a circa il 45% del prodotto". Per cui "non si potrà avere un
consistente miglioramento nell'allocazione delle risorse e, con esso, un
rilevante accrescimento della produttività totale e dunque una
sensibile accelerazione della crescita se non sapremmo spendere meglio
le ingentissime risorse derivanti dal prelievo fiscale". Lo ha detto il
presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri
Kiev: blindati costretti a brusca ritirata
Kiev, blindati polizia costretti a brusca ritirata
Asserragliati davanti a municipio, folla impedisce accesso
Brusca ritirata delle teste di cuoio che, asserragliati dentro alcuni blindati davanti al municipio di Kiev, hanno tentato più volte di uscire, ma sono stati bloccati dalla folla. Le forze speciali si sono poste davanti all'edificio nel tentativo di far sgomberare i manifestanti che lo occupano dal 1mo dicembre. Ci sono stati momenti di tensione, ma alla fine i blindati sono andati via mentre migliaia di persone gridavano 'Bravi, bravi' e 'vergogna'.
Ue, Ashton deplora uso forza- Le autorità non avevano bisogno di agire sotto la copertura della notte usando la forza. Il dialogo con le forze politiche e la società e l'uso di argomenti è sempre meglio dell'argomento della forza, così il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, che si trova ancora a Kiev, in un tweet scritto in nottata.
Gli Stati Uniti esprimono il loro "disgusto" dopo l'intervento della polizia per sgomberare i manifestanti ucraini pro-Ue riuniti in piazza Indipendenza a Kiev. Lo ha detto il segretario di Stato americano John Kerry.
fonte ansa
Asserragliati davanti a municipio, folla impedisce accesso
Brusca ritirata delle teste di cuoio che, asserragliati dentro alcuni blindati davanti al municipio di Kiev, hanno tentato più volte di uscire, ma sono stati bloccati dalla folla. Le forze speciali si sono poste davanti all'edificio nel tentativo di far sgomberare i manifestanti che lo occupano dal 1mo dicembre. Ci sono stati momenti di tensione, ma alla fine i blindati sono andati via mentre migliaia di persone gridavano 'Bravi, bravi' e 'vergogna'.
Ue, Ashton deplora uso forza- Le autorità non avevano bisogno di agire sotto la copertura della notte usando la forza. Il dialogo con le forze politiche e la società e l'uso di argomenti è sempre meglio dell'argomento della forza, così il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, che si trova ancora a Kiev, in un tweet scritto in nottata.
Gli Stati Uniti esprimono il loro "disgusto" dopo l'intervento della polizia per sgomberare i manifestanti ucraini pro-Ue riuniti in piazza Indipendenza a Kiev. Lo ha detto il segretario di Stato americano John Kerry.
fonte ansa
martedì 10 dicembre 2013
Arriva l'asteroide 2013 XY8 Questa sera alle 23,00 l'osservazione con il Virtual Telescope
Arriva l'asteroide 2013 XY8: appena scoperto e relativamente piccolo,
con un diametro di circa 40 metri. Il suo massimo avvicinamento alla
Terra è previsto alle 12,25 di domani, 11 dicembre. ''Passerà e meno di
due distanze lunari, vale a dire a circa 720.000 chilometri: nessun
problema, quindi perchè non c'è alcun rischio che possa costituire una
minaccia per la Terra'', osserva l'astrofisico Gianluca Masi,
responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario
di Roma.
Sarà il secondo asteroide ad avvicinarsi di più alla Terra nel 2013, dopo il 2012 DA14, del 15 febbraio scorso. Quest'ultimo era comunque circa 25 volte più vicino, visto che era passato a 27.700 chilometri dalla Terra.
L'asteroide 2013 XY8 ''è stato scoperto perchè si sta progressivamente avvicinando alla Terra e di conseguenza riusciamo a vederlo sempre più brillante'', spiega Masi. Per i ricercatori è un'occasione interessante ''perchè permette di studiare il gruppo degli asteroidi più piccoli. Se non fosse che di tanto in tanto si avvicinano - aggiunge - avremmo seri problemi ad osservarli''.
Le condizioni per osservarlo al meglio sono quelle previste le notti del 10 e dell'11 dicembre, quando sarà più alto sull'orizzonte e luminoso. Sul canale Ansa Scienza e Tecnica è possibile osservarlo in diretta questa sera a partire dalle 23,00 per circa un'ora, in streaming con il Virtuale Telescope.
fonte ansa
Sarà il secondo asteroide ad avvicinarsi di più alla Terra nel 2013, dopo il 2012 DA14, del 15 febbraio scorso. Quest'ultimo era comunque circa 25 volte più vicino, visto che era passato a 27.700 chilometri dalla Terra.
L'asteroide 2013 XY8 ''è stato scoperto perchè si sta progressivamente avvicinando alla Terra e di conseguenza riusciamo a vederlo sempre più brillante'', spiega Masi. Per i ricercatori è un'occasione interessante ''perchè permette di studiare il gruppo degli asteroidi più piccoli. Se non fosse che di tanto in tanto si avvicinano - aggiunge - avremmo seri problemi ad osservarli''.
Le condizioni per osservarlo al meglio sono quelle previste le notti del 10 e dell'11 dicembre, quando sarà più alto sull'orizzonte e luminoso. Sul canale Ansa Scienza e Tecnica è possibile osservarlo in diretta questa sera a partire dalle 23,00 per circa un'ora, in streaming con il Virtuale Telescope.
fonte ansa
Grillo a polizia, non proteggete piu' questi politici
"Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica. Gli italiani
sono dalla vostra parte, unitevi a loro". Così Beppe Grillo in una
lettera aperta alle forze dell'ordine: "Mi rivolgo a voi che avete la
responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per
l'Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso". La
lettera aperta di Grillo, pubblicata sul suo blog è rivolta a Leonardo
Gallitelli, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Alessandro
Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato
maggiore dell'Esercito italiano. Il leader M5s ricorda il gesto di
alcuni agenti di Polizia e della Guardia di Finanza a Torino che si sono
tolti il casco: "si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i
loro fratelli. E' stato un grande gesto e spero che per loro non vi
siano conseguenze disciplinari". A loro Grillo chiede di non proteggere
più "questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non
scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi
davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal
malaffare. Le forze dell'Ordine non meritano un ruolo così degradante.
Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime
manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di
fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico,
estremo e - conclude - l'Italia cambierà".
'Protesta può essere inizio incendio' - "La protesta di ieri
può essere l'inizio di un incendio o l'annuncio di future rivolte forse
incontrollabili". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog dove aggiunge: "i
disordini sono dovuti a gente esasperata per le sue condizioni di vita e
per l'arroganza, sordità, menefreghismo di una classe politica che non
rinuncia ai privilegi". L'analisi che affida Grillo alle forze di
polizia parla di "istituzioni delegittimate", di una "legge elettorale
incostituzionale" e di un "Parlamento, Governo e Presidente della
Repubblica che stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni". E
anche i partiti sono "delegittimati dai continui scandali, dalla
trattativa Stato-mafia, dalla contiguità di alcuni loro membri con la
criminalità organizzata, dall'indifferenza verso i problemi del Paese,
dall'appropriazione indebita di 2,3 miliardi di euro di finanziamenti
pubblici bocciati dalla volontà popolare attraverso un referendum".
Anche "la gestione della cosa pubblica, dei servizi sociali, dalla
sanità alla scuola alla sicurezza è allo sbando" e l'economia "al
tracollo" con una disoccupazione, in particolare giovanile, che "sta
arrivando a livelli intollerabili," mentre "la piccola e media impresa
sta scomparendo". "Il Governo è inesistente, capace solo di continue
dichiarazioni di ottimismo subito smentite dai fatti il giorno seguente"
e i partiti, continua Grillo "hanno occupato ogni spazio,
dall'economia, all'informazione, alla destinazione dei soldi pubblici
per foraggiare le lobby da cui provengono spesso i loro appartenenti.
L'Italia ha perso la sovranità monetaria, la sovranità fiscale e si
appresta a perdere ben presto anche quella economica con l'ipotesi più
che probabile di essere strangolata dalle politiche recessive del Fondo
Monetario Internazionale. Gran parte dei cittadini è tenuta all'oscuro
della reale situazione in cui versa il Paese grazie - sostiene l'ex
comico - a un regime di disinformazione che pone l'Italia al 70esimo
posto per la libertà di stampa dopo molti Stati del cosiddetto Terzo
Mondo".
fonte ansa
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