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giovedì 27 settembre 2012

Ingegneri: il tasso di disoccupazione scende al 3,4%

“Non sembra cedere alla crisi l’occupazione dei laureati in ingegneria in Italia”. È quanto si legge nell’indagine annuale del Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), che rileva un tasso di disoccupazione in discesa al 3,4%, valore in linea con quelli rilevati negli anni antecedenti la crisi.
La popolazione italiana in possesso di un titolo di laurea (triennale o quinquennale) in ingegneria arriva a sfiorare quota 600mila. Sebbene resti una categoria a larga prevalenza maschile, continua a ingrandirsi la componente femminile: quasi il 15% laddove solo 5 anni prima non si arrivava al 12%.
Sempre per quanto riguarda le donne, il loro tasso di occupazione, che nel 2010 era pari al 67,5% sale fino al 72,3%. Complessivamente il tasso di occupazione rilevato per l’intera categoria è pari al 77,5%.  Nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni il tasso di occupazione arriva a superare il 96%.
Oltre la metà degli ingegneri (53,7%) risiede nelle regioni del nord Italia anche perché, oltre ad essere le regioni più popolose, sono anche quelle che offrono il maggior numero di opportunità lavorative: ogni 100 laureati in ingegneria residenti in tali regioni (compresi i pensionati) circa 82 hanno un’occupazione lavorativa.
Scendendo lungo il territorio italiano, lo scenario occupazionale peggiora progressivamente e nelle regioni del meridione, dove risiede circa un quarto della popolazione “ingegneristica”, il tasso di occupazione è pari al 67,4%, valore comunque migliore del 44% rilevato per l’intera popolazione meridionale.
La quota di occupati alle dipendenze di un’impresa privata o di un ente pubblico passa dal 72,2% del 2010 al 73,5% del 2011. Pressoché simili le quote di laureati in ingegneria assunti con contratto “stabile” (a tempo indeterminato o determinato) nelle regioni settentrionali e centrali (76%), mentre al Sud aumenta la componente costituita dai lavoratori autonomi (36,3% contro il circa 24% del resto d’Italia).
Il settore industriale “accoglie” quasi il 40% dei laureati in ingegneria occupati (nel 2010 era il 35,8%). Una crescita, quella del settore industriale, che ha coinvolto tutto il territorio nazionale e che anzi individua la miglior “performance” nelle regioni meridionali, dove la quota di laureati in ingegneria occupati nelle industrie passa dal 22,9% del 2010 al 28,2% del 2011.

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