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martedì 10 dicembre 2013

Inverno addio, anticiclone estivo. Ma è allarme per la nebbia killer

Che il clima stia cambiando non è una novità. E forse, come dice qualche esperto, è anche impazzito. Sta di fatto che, dopo aver visto la neve in pianura e perfino sulle coste a fine novembre, ora ci attende un lunghissimo periodo di alta pressione. Ovvero niente precipitazioni, temperature gradevoli specie in montagna e primaverili al CentroSud, con l'unica nota negativa delle nebbie in Valpadana. Condizioni favorevoli all'accumulo degli inquinanti. Una situazione anomala, soprattutto perché si tratta di un anticiclone simile a quelli che vediamo in estate. Ma siamo a dicembre...
Previsioni per i prissimi giorni, dal sito http://www.meteogiuliacci.it/
Lunedì 9 tempo stabile e soleggiato sulle regioni settentrionali, da poco a parzialmente nuvoloso al Centro-Sud e sulle due isole Maggiori ma con nuvolosità più accentuata sul versante tirrenico di Calabria e Sicilia dove, tra il pomeriggio e la serata, non si esclude la possibilità di qualche isolata pioggia sulle coste. Banchi di nebbia al mattino sulla Pianura Padana e nelle valli interne del Centro, in dissolvimento nelle ore centrali del giorno ed in nuova formazione dopo il tramonto. Deboli gelate mattutine nelle zone interne. Temperature stazionarie.

Martedì 10 sarà un’altra giornata all’insegna della stabilità atmosferica con prevalenza di tempo soleggiato su quasi tutta l’Italia, ad eccezione del settore centrale della Val Padana, delle regioni adriatiche e della Sicilia dove potrebbe esserci una nuvolosità irregolare, ma senza fenomeni. Ancora nebbia in banchi in Pianura Padana e nelle valli interne del Centro durante le ore più fredde della giornata. Temperature stazionarie.

Giorni successivi – Da mercoledì 11 a venerdì 13 il rinforzo del campo anticiclonico porterà un ulteriore consolidamento delle condizioni di stabilità, con nuvolosità scarsa o del tutto assente su tutte le regioni e semmai limitata, localmente, a tratti di costa. Si intensificheranno però le nebbie sulle pianure e nelle valli.
Nebbia assassina sulle metropoli - a cura di http://www.meteogiuliacci.it/
La nebbia, se mischiata ad altre sostanze, può anche diventare avvelenata. Nelle aree urbane e industriali le sue goccioline sono dovute alla cattura del vapore acqueo ambientale da parte degli ossidi di zolfo e di azoto, molecole molto igroscopiche, e che poi, per contatto con l'acqua  su di sé coagulata, si trasformano in acido solforico e acido nitrico, rendendo ancora più nociva l’aria inquinata.

Al riguardo  è tristemente celebre la “Grande Nebbia” che dal 5 al 9 dicembre del 1952, in un periodo caratterizzato dall’intenso consumo di carbone, avvolse la città di Londra ("il fumo di Londra"): densa e giallastra, a causa delle particelle di fumo che erano rimaste inglobate nelle goccioline di nebbia, invase la capitale inglese, provocando un aumento della mortalità che costò la vita a circa 12 mila persone, in gran parte individui afflitti da patologie alle vie respiratorie. Per 114 ore consecutive la visibilità nel centro di Londra rimase inferiore a 500 metri, e in alcune zone della città la nebbia si presentò così fitta che addirittura i pedoni, nel loro stesso quartiere, ebbero serie difficoltà a ritrovare la strada di casa. Proprio in tale occasione, per la prima volta, venne usato il termine smog, nato dall’unione dei vocaboli inglesi smoke e fog, ovvero fumo e nebbia.

Anche nelle nostre metropoli del Nord Italia in inverno in presenza di favorevoli condizioni alla formazione delle nebbie (alta pressione, serenità del cielo, scarsa ventilazione), la maggior parte delle goccioline inglobano acido nitrico, a seguito della elevata concentrazione di ossidi di azoto sulle aree urbane (l'ossidazione dell'azoto atmosferico avviene a seguito delle elevate temperature dei gas di scarico delle auto).  Le situazioni più critiche per la nostra salute sono ovviamente quelle in cui la nebbia si forma anche dentro la cerchia cittadina.

Le "velenose" goccioline provocano soprattutto irritazioni alle vie respiratorie, specie negli anziani nonché un aggravamento nei sofferenti di enfisema polmonare.

 Per fortuna si sono drasticamente ridotti gli ossidi di zolfo a seguito dell'impiego di benzine per auto e di gasolio per il ricaldamento denominati "BTZ" , ovvero a Basso Tenore di Zolfo con conseguente diminuzione anche degli eventi di nebbia entro l'area urbana.

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