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domenica 24 giugno 2012

Uno Zeppelin esplora la Pianura padana per scoprire le relazioni tra inquinamento e riscaldamento climatico

Un profilo antico che riporta alla mente i primi anni del novecento, i tempi in cui l'uomo imparava a volare. Gli anni delle scoperte, delle avventure. Una linea pachidermica, una grande figura bianca, appoggiata sulla val Padana, nel nulla della campagna poco fuori Bologna. La figura é lo Zeppelin nt, che dal 10 giugno esplora questo pezzo di pianeta, tra gli Appennini e l'Adriatico, per scoprire le relazioni tra inquinamento atmosferico e riscaldamento climatico. Una raccolta dati letteralmente in lungo e in largo per un esperimento coordinato dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr.
Il pronipote degli avventurosi velivoli che portavano gente come Umberto Nobile alla scoperta di luoghi inesplorati, fa in realtà una vita molto più regolare. Si alza al mattino molto presto e si sposta come un pendolare sull'Emilia-Romagna. Oggi sul mare. Domani sui monti. Sopra le zone boschive e vicino alle aree urbane. Raccogliendo campioni grazie a delle strumentazioni montate all'esterno del velivolo. Materiale per esperimenti che andranno a studiare le reazioni chimiche che producono inquinanti, in particolare i processi di formazione e trasformazione del particolato fine e il ciclo di vita dell'ozono. Ma perché lo Zeppelin? Per Maria Cristina Facchini dell'Isaf-Cnr "il dirigibile ha una grande versatilità per misurazioni sia in verticale che in orizzontale. A differenza di un aereo, consente rilevazioni vicino al suolo, ad esempio. E questo ci consente di fare delle ricostruzioni tridimensionali dell'atmosfera. In particolare studieremo i processi fotochimici ed è per questo che l'esperimento si svolge durante l'estate".
Lo Zeppelin può infatti eseguire misurazioni fino a duemila metri di altezza e su un'area molto vasta, grazie ad un'autonomia di volo di ventiquattro ore. A questo, si aggiunge la possibilità di trasportare strumentazioni fino a una tonnellata di peso.
L'esperimento sulla pianura Padana, che durerà cinque settimane, fa parte del più ampio progetto di ricerca europeo Pegasos (Pan-European-Gas-AeroSOl-Climate interacion study) finanziato con sette milioni dalla Commissione europea. Il principale scopo di Pegasos è quello di verificare l'impatto che l'inquinamento atmosferico ha sul clima e, viceversa, come i cambiamenti climatici influiscono sulla qualità di aria, salute ed ecosistemi. "L'obiettivo di questo progetto - ha detto il coordinatore di Pegasos, Spyros Pandis - è quello di fornire degli strumenti alle istituzioni per legiferare sul tema della qualità dell'aria e del cambiamento climatico". E se Pegasos studierà le reazioni tra inquinamento e clima, 'Supersito', un altro progetto realizzato con il supporto della regione Emilia-Romagna, studierà le relazioni tra inquinamento atmosferico e salute. Vista l'affinità dei due progetti, i ricercatori hanno fatto coincidere temporaneamente le campagne di misure estive in modo da poter confrontare sinergicamente i due risultati.

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