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mercoledì 25 luglio 2012

Emilia, la casta si tiene il vitalizio

Aiutare i terremotati va bene, ma a condizione che questo non vada a scalfire i privilegi dei politici. L'assestamento di bilancio approvato della regione Emilia Romagna ha previsto lo stanziamento di 64 milioni di euro per gli sfollati: risorse ottenute anche "attraverso risparmi e l'ottimizzazione nelle spese di gestione dell'Assemblea legislativa (2 milioni di euro)", recita il comunicato. Eppure, quando ai consiglieri è stato chiesto un ulteriore sacrificio sui propri vitalizi, sulle proprie auto blu o sul cumulo di cariche e stipendi, la solidarietà è stata presto accantonata.

Durante la votazione in assemblea del disegno di legge sul bilancio, il Movimento 5 Stelle per voce dei consiglieri Favia e Defranceschi ha presentato 21 emendamenti per proporre risparmi della politica da destinare alla popolazione colpita dal sisma. Ventuno emendamenti presentati, ventuno emendamenti bocciati a stragrande maggioranza da Pd, Pdl, Udc e Lega. Non senza uno strascico di commenti velenosi.

"Provvedimenti strumentali", per il consigliere leghista Manfredini, solo "provvedimenti di bandiera" per il capogruppo del Pd Marco Monari, "un modo per sfruttare l'assemblea in maniera mediatica", secondo il consigliere dell'Udc Silvia Noè, "solo invidia e rancore" per il pidiellino Enrico Aimi sono state alcune delle reazioni dell'Aula alle proposte.

"Siamo stati attaccati e biasimati perché i nostri emendamenti volevano togliere privilegi. Si sono inventati ogni tipo di scusa pur di non votarli. E mai una parola nel merito delle proposte", ribatte Giovanni Favia, consigliere del Movimento 5 Stelle.

Gli emendamenti dei grillini, in alcuni casi già presentati in Commissione o estratti da proposte di legge, proponevano una significativa sforbiciata ai privilegi dei consiglieri regionali e dei vertici amministrativi: divieto di cumulabilità dei vitalizi, divieto di cumulabilità delle indennità, riduzione del numero di assessori della Giunta, elevamento dell'età in cui i consiglieri percepiscono il vitalizio, possibilità di rinunciare al vitalizio, dismissione e blocco degli acquisti di auto blu, limite allo stipendio e al numero dei dirigenti regionali, divieto di conferimento di incarichi al personale in pensione (con cui spesso si finisce per percepire due stipendi).

Iniziative a cui, almeno nelle dichiarazioni, tutte le parti politiche sono favorevoli ma che poi vengono periodicamente bocciate. Poco importa se in questo caso verranno tolte migliaia di euro alle esigenze di chi è rimasto senza casa e senza un lavoro. L'auto blu e il vitalizio non si toccano.

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