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giovedì 26 luglio 2012

Fiumicino, al via il nuovo aeroporto Costerà 12 miliardi

Aeroporti di Roma ha presentato oggi il master plan definitivo dello sviluppo al 2044 del nuovo aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci ma la condizione affinchè possa decollare «è avere il contratto di programma,altrimenti saremo costretti a bloccarlo». Lo hanno rilevato i vertici della società di gestione aeroportuale, il presidente Fabrizio Palenzona e l'amministratore delegato Lorenzo Lo Presti, spiegando che sono stati sostenuti costi di progettazione per circa cinque milioni di euro. La realizzazione del nuovo scalo prevede investimenti per oltre 12 miliardi di euro, attivabili se il contratto di programma AdR verrà approvato entro il termine fissato per legge del 31 dicembre prossimo. «Siamo pronti a partire nonostante le difficoltà del quadro economico-finanziario globale» ha sottolineato Palenzona, aggiungendo che «come soci abbiamo fatto la nostra parte».

Ci sarà la quarta pista, da realizzare in otto anni, poi l'aerostazione nord, riservata solo ai voli Alitalia, una nuova stazione ferroviaria e un trenino elettrico su monorotaia che collegherà il terminal. Il Leonardo da Vinci, lo storico aeroporto di Roma, raddoppia e aggiunge 1300 ettari di nuove piste e infrastrutture ai 1500 già esistenti raggiungendo la zona di Maccarese. Pannelli solari sulla nuova struttura daranno un consistente contributo energetico.

Il progetto per la realizzazione della nuova struttura aeroportuale prevede un incremento della capacità ad oltre 100 milioni di passeggeri annui dagli attuali 35 milioni, e gli investimenti che verrebbero attivati sarebbero sostenuti per il 50% da vettori e da passeggeri esteri. L'approvazione a dicembre del Contratto di Programma, e il relativo adeguamento delle tariffe (ferme dal 2000) a quelle applicate da altri hub internazionali europei, è un requisito essenziale per rendere possibile il finanziamento dell'intero progetto, hanno spiegato i vertici di Adr.

«Oggi Fiumicino sconta un gap di quasi il 95%», ha rilevato Palenzona, ribadendo la «necessità di certezza delle regole tariffarie» da applicare fino al 2044. «Se l'aeroporto non si potenzia non sarà in grado di far fronte al sempre più importante aumento del traffico: è da quasi un biennio che lo scalo lavora per oltre 40 giorni l'anno in sofferenza, raggiungendo picchi di oltre 130mila passeggeri giornalieri. Dal 2006, inoltre, sono aumentati di circa 600.000 unità i passeggeri che non hanno più utilizzato il Leonardo da Vinci ma altri hub (grandi aeroporti di smistamento del traffico intercontinentale) per raggiungere le proprie destinazioni finali. Un dato che vale oggi quasi 3,3 milioni di passeggeri ed è principalmente causato dalla insufficienza dell'offerta di voli diretti verso varie destinazioni del mondo, e dalla cronica carenza infrastrutturale necessaria nell'accogliere tale tipologia di voli.

I primi 2,5 miliardi sarebbero investiti nei primi dieci anni, con la creazione di almeno 30mila posti di lavoro e oltre 230mila nel lungo termine (2044) considerando solo l'operatività del nuovo aeroporto. L'effetto sulla crescita dell'economia è stimato in circa 2,3 miliardi nel 2020. Le attività economiche aggiuntive riconducibili allo scalo sono stimate in un contributo addizionale al Pil del Lazio pari a +1,7% nel 2020 e a +20% nel 2044 (a livello nazionale +0,6% del pil). «Siamo alla fine del percorso - ha osservato Palenzona - e bisogna fare in modo che si concluda, che si sblocchino gli investimenti e si avvii lo sviluppo e si creino posti di lavoro per il mio Paese, che oggi non vive bene e che invece può avere delle opportunita». E il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha sottolineato che «il governo deve capire che ne abbiamo un grande bisogno».

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