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domenica 29 aprile 2012

Riqualificazione città e sicurezza per il rilancio delle infrastrutture

Riqualificazione urbana, si studia un progetto pilota
Nella visione del Governo, edilizia abitativa e modernizzazione del patrimonio scolastico non devono essere strutturati secondo interventi autonomi ed indipendenti. Deve invece essere creato un sistema replicabile per la riqualificazione urbana.

Il documento del Ministero tira le somme sul piano nazionale di edilizia abitativa, che con 833 milioni investiti, rappresenta un volano di risorse anche locali e private e che genereranno in tutto 72 mila alloggi e quasi 150 mila posti di lavoro. Molti alloggi saranno ricavati dal recupero di vecchie costruzioni, prevedendo la riqualificazione delle aree urbane in continuità con il programma ‘Contratti di quartiere’.

Per l’edilizia scolastica il Ministero ricorda che il Cipe ha stanziato 197 milioni, a favore degli impegni già assunti con il primo piano stralcio, che si aggiungono ai 259 milioni per uno stralcio del secondo programma. In questo modo, gli interventi salgono a 3.596 unità.

Perché gli interventi non risultino slegati tra loro, è allo studio del Ministero un progetto pilota per la riqualificazione urbana, da concordare con Regioni e Comuni. Il progetto, da dedicare inizialmente a tre città italiane, una del Nord, una del Centro e una del Sud, sarà utilizzato come apripista per essere poi esteso alle altre città italiane.

Tra gli obiettivi di rilancio rientrano anche la realizzazione di nuove strutture carcerarie, finanziata in gran parte da capitali privati, e il monitoraggio del processo di ricostruzione post sisma della città de L’Aquila.

Sicurezza sul lavoro verso un nuovo approccio
L’Esecutivo sta studiando un metodo diverso per garantire la sicurezza dei cantieri, non più basato su forme restrittive e penali a valle di infortuni gravi, ma su azioni organiche in grado di agire nell’assetto organizzativo della impresa di costruzione.

Come di legge nell’allegato infrastrutture, le ragioni delle basse performance delle imprese in termini di efficienza industriale sono molteplici e possono essere ricondotte all’incapacità della Pubblica Amministrazione di gestire il mercato delle opere pubbliche con efficienza e razionalità. Non esiste infatti un meccanismo di selezione che impedisca l’ingresso alle imprese meno competitive e favorisca la crescita di quelle migliori.

Come raggiungere gli obiettivi
Per reperire le risorse necessarie, il Ministero non esclude il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e BEI, ma non tralascia neanche nuove forme di partenariato pubblico privato. Con i project bond, obbligazioni del settore privato, emesse dalla società che realizza il progetto, il Ministero punta a diffondere anche in Italia strumento di finanziamento all’avanguardia in Europa e nel resto del Mondo.

Per poter investire, l’operatore privato ha inoltre bisogno di maggiori certezze rispetto a quelle che il sistema riesce attualmente a fornire. Per questo si pensa all’allungamento fino a 50 anni delle concessioni, ma anche a rendere più chiara la fase di progettazione, con asseverazioni sulla bancabilità delle opere.

Positive le impressioni del Cnappc, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che ha confermato la completa disponibilità a contribuire, sia in fase di studio che di attuazione, al progetto di Rigenerazione Urbana Sostenibile, in sinergia con il mondo delle costruzioni e dell'ambientalismo, per il comune fine di città più efficienti, attraenti e abitabili.

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