Una stazione sismica, dotata di strumenti di media sensibilità, registra quasi ogni giorno sismi più o meno lontani. Ogni ora, si può dire, qualche punto della terra trema per scosse di origine interna. E se a questi turbamenti aggiungiamo quelli provocati dal traffico e dalle attività umane, dai moti atmosferici e dalle onde marine, si conclude che l'idea di abitare su una terra "ferma" è smentita continuamente dai fatti.
I nostri sensi avvertono i tremiti del suolo e degli edifici solo quando le ampiezze e le accelerazioni dei movimenti superino certi limiti minimi. Ed è fortuna che la nostra sensibilità sia mediocre, perchè la tranquillità nostra sarebbe messa a dura prova quando avessimo la percezione di vivere sopra un suolo traballante.
Il terremoto non è dunque un fatto di eccezione, come si pensa da molti. Il fenomeno s'inquadra nell'ordine normale delle attività telluriche e deve essere guardato con serenità. Le terre storicamente immuni da terremoti non saranno funestate dai sismi neppure in avvenire. Le scosse avvertite localmente provengono da zone già conosciute per la loro sismicità. Solo in queste è necessario che le vite e i beni siano assicurati mediante razionali costruzioni.
Tutto ciò che avviene negli abissi sa di mistero. Molti veli che oscurano la visione sono però strappati mediante l'analisi delle manifestazioni esterne dei fenomeni endogeni. La genesi dei terremoti non può essere diversa da quella degli scotimenti originati sulla superficie del suolo: e se le energie dispiegate sono colossali tanto da scuotere i continenti e la terra intera, per intervalli di minuti e di ore, ciò deriva dalla grandezza delle masse in moto e dalla potenza degli spostamenti. I crolli di caverne, le fratture di strati, lo scivolamento di blocchi, le dislocazioni di grandi masse fratturate, le esplosioni vulcaniche sono fenomeni che si verificarono in ogni epoca geologica, e si ripetono ancora nelle regioni ove non è raggiunto un sufficiente assestamento. Ogni perturbazione di equilibrio implica spostamenti e scotimenti immani, che dal focolare si propagano in ogni verso, tormentando il globo terrestre con vibrazioni più o meno possenti.
Il suolo rigido trasmette le oscillazioni elastiche con grande velocità e con intensità enormemente maggiore di quanto possa fare l'aria nella trasmissione delle onde sonore.
Articolo tratto dalla rivista "Sapere" N. XVI - 15 Marzo 1938
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