Il governo chiede aiuto anche ai cittadini contro gli sprechi della spesa pubblica. Con un modulo, inserito nella pagina della spending review, viene chiesto ai cittadini di «dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili». Il commissario per la 'spending review', Enrico Bondi, è già al lavoro, l'obiettivo è «risparmiare».
Ecco il sito del Governo dove si può esprimere il proprio parere: http://governo.it/
I TAGLI GIA' PREVISTI Eliminazione di spese di rappresentanza e spese per convegni, ridimensionamento delle strutture dirigenziali esistenti, riduzione anche mediante accorpamento degli enti strumentali e vigilati e delle società pubbliche. Sono alcune delle 11 attività di revisione della spesa contenute nella direttiva firmata dal presidente del Consiglio Mario Monti e dal ministro Piero Giarda per raggiungere, con la spending review, 4,2 miliardi di risparmi nel 2012.
Nella direttiva, contenuta in quattro pagine, Monti spiega che «nell’attuale situazione economica il governo ritiene necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi per l’anno 2012 al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere».
Per ridurre la spesa pubblica vanno riorganizzate le attività con l’obiettivo di: «una più efficiente erogazione dei servizi; l’eliminazione degli sprechi, la definizione delle linee di attività ritenute prioritarie nell’attuale congiuntura, la realizzazione di economie di bilancio».
Vengono quindi indicate le 11 attività per la revisione della spesa chiedendo loro di concentrarsi su:
1) revisione dei programmi di spesa e dei trasferimenti, verificandone l'attualità e l’efficacia eliminando le spese non indispensabili;
2) ridimensionamento delle strutture dirigenziali esistenti;
3) razionalizzazione delle attività e dei servizi offerti sul territorio e all’estero, riducendo costi e razionalizzando la distribuzione del personale;
4) riduzione, anche mediante accorpamenti, degli enti strumentali e vigilati e delle società pubbliche;
5) riduzione in termini monetari della spesa per l’acquisto di beni e servizi anche mediante l'individuazione di responsabili unici;
6) ricognizione degli immobili in uso; riduzione della spesa per contratti di affitto, definizione di precise connessioni tra superficie occupata e numero degli occupanti;
7) ottimizzazione dell’utilizzo degli immobili di proprietà pubblica anche attraverso compattamenti di uffici e amministrazioni;
8) restituzione all’Agenzia del Demanio degli immobili di proprietà pubblica eccedenti i fabbisogni;
9) estensione alle società in house dei vincoli in materia di consulenza;
10) eliminazione, ad eccezione di casi eccezionali riferibili per esempio a rapporti con autorità estere, di spese di rappresentanza e spese per convegni;
11) proposizione di impugnazioni di sentenze di primo grado che riconoscano miglioramenti economici o progressioni di carriera per dipendenti pubblici, onde evitare che le stesse passino in giudicato».
I progetti dovranno essere presentati entro il 31 maggio e, se non arriveranno risposte, il presidente del consiglio potrà adottare decisioni. La direttiva, tra l’altro, costituisce un comitato di ministri, presieduto da Monti, che avrà proprio il compito di coordinare l’attività di spending review.
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