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giovedì 29 marzo 2012
L’FBI alza bandiera bianca: gli hacker sono più bravi di noi
Hacker 1 - FBI 0. I pirati informatici hanno messo sotto scasso una delle migliori agenzie investigative del mondo, che non riesce a trovare la contromossa giusta. Gli hacker stanno dunque vincendo la partita contro l’FBI che si gioca sul web, come ammette uno sconsolato Shawn Henry, numero uno dell’ente investigativo della polizia federale statunitense: “L’attuale approccio pubblico e privato è insostenibile. I criminali del web hanno troppo talento, mentre le misure per difendersi dai loro attacchi sono troppo deboli”. Impietoso il quadro tracciato da Henry che, prima di lasciare l’FBI dopo vent’anni per lavorare come responsabile della sicurezza sul web di un’azienda privata, spiega con molta sincerità a che punto è la battaglia con i cyber criminali in un’intervista al Wall Street Journal.
Henry mette in allerta le aziende, che hanno un approccio relativo alla sicurezza dei social network troppo blando. Sotto accusa anche le reti, considerate troppo vulnerabili. Il problema è che il fenomeno della pirateria informatica si è diffuso rapidamente fino a diventare incontrollabile, e non sono state prese le giuste misure per prevenire e bloccare questo problema dilagante. Così per gli hacker diventa un gioco da ragazzi entrare nei computer di chiunque, mentre difendersi da essi è difficilissimo.
Manca insomma una vera strategia di difesa, e così gli hacker hanno messo sotto attacco siti di centrali nucleari, di centrali elettriche e addirittura della Borsa Americana, rischiando di provocare danni incalcolabili.
Il problema è che non esiste un’unica strategia degli hacker, poiché ognuno di loro agisce in maniera diversa perseguendo fini diversi, e ciò rende la caccia ancora più complessa. Alcuni diventano hacker per lavoro, altri per puro divertimento, altri per dimostrare che sono i più bravi, ed altri ancora per organizzare truffe. Insomma non solo fini economici, tanto è vero che è stato riscontrato nel 2011 che il 58% di furti di dati telematici è avvenuto per motivi sociali. In crescendo anche le azioni di pirateria informatica derivanti da motivi politici, magari per cercare un’ombra, una macchia nel passato di un avversario politico.
Tuttavia si sta cercando di prendere qualche contromisura dinanzi a questo fenomeno che sta diventando dilagante. E’ proprio di oggi la notizia che la Commissione europea ha avanzato la proposta di creare un Centro europeo contro la pirateria informatica, una sorta di cyber-polizia. L’Europa infatti è uno dei continenti più colpiti dagli hacker, poiché negli ultimi anni sono aumentati i circuiti economici ed i pagamenti sul web. In Germania il fenomeno del phishing (metodologia con la quale gli hacker provano a recuperare dati personali imitando la grafia di siti bancari o postali) è aumentato a dismisura; mentre in Inghilterra negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento dei furti sui conti bancari. Il Centro anti-cybercrime verrà costituito all’interno di Europol, l’Agenzia di polizia europea, per contrastare gli attacchi degli hacker e studiarne i movimenti per bloccarli. Secondo alcuni studi il fatturato annuo delle organizzazioni cyber-criminali raggiungerebbe cifre stellari, addirittura superiori a quello del traffico della droga. Il cyber-crime si sta imponendo come nuova piaga sociale di questo millennio, una piaga assolutamente da sconfiggere.
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