Il caldo al Sud fino a domenica, ma dalla prossima settimana arriva l'Anticiclone delle Azzorre
In effetti, le temperature massime previste dal modello in uso presso il centro www.meteogiuliacci.it non lasciano spazio a dubbi su quanto ancora farà caldo, soprattutto sulla Puglia, sulla Basilicata e sulla Sicilia: nella giornata di domani si registreranno ancora 35 gradi ad Enna, Agrigento, Palermo e Messina, 36 gradi a Rieti, Bari e Potenza, 37 gradi Taranto, 38 gradi a Foggia e Lecce e 39 gradi a Catania e Siracusa. Ma, come detto, saranno gli ultimi sussulti, in attesa che entro lunedì e martedì prossimi l'aria fresca atlantica raggiunga anche le estreme regioni meridionali, apportando un calo delle temperature anche di 5-7 gradi sul medio e basso versante adriatico ed in Sicilia.
Solo all'inizio della terza decade di luglio, orientativamente tra il 21 ed il 24, si ritiene possibile un parziale cedimento dell'Anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo centrale, per il probabile avvicinamento dal Nord Europa di una perturbazione atlantica. Ma questa previsione, da intendere oggi come probabile linea di tendenza, dovrà ovviamente essere confermata nei prossimi aggiornamenti.
Intanto gli scienziati che studiano il clima si stanno rendendo protagonisti di uno scontro tra teorie divergenti sul futuro del nostro pianeta. C'è infatti chi sostiene sia imminente l'arrivo di una nuova mini era glaciale. Forse il più celebre assertore di questa teoria è l'illustre dottor Robert Kaufman dell'Università di Boston. Kaufman dice che il mondo è minacciato da un brusco calo di temperatura, probabilmente così severo da innescare una nuova mini era glaciale. La ragione sarebbe l’inquinamento dovuto a migliaia di centrali a carbone, i cui gas di scarico stanno bloccando il riscaldamento solare. Kaufman assicura che l’espansione economica cinese ha causato un aumento enorme delle emissioni solforose, causa prima di una specie di schermo verso le radiazioni solari.
Come ha inizio una era glaciale? I cambiamenti dell’orbita terrestre causano una diminuzione della quantità di luce solare o (insolazione) che giunge sull’emisfero settentrionale in estate. I ghiacci si sciolgono in minor misura in estate e gradualmente crescono. Secondo gli oppositori della teoria di Kaufman, questo però si verifica solo nel corso di migliaia di anni. Ciò provoca una aumento dell’albedo della Terra che a sua volta amplifica il raffreddamento e la formazione dei ghiacci aumenta. Questo processo dura da 10mila a 20mila anni e porta il pianeta verso una era glaciale. In sostanza, il futuro glaciale paventato da Kaufman e altri scienziati sarebbe rimandato di molte migliaia di anni.
Ma si fa sempre più strada l'allarmismo sull'innalzamento delle acque dovuto ai cambiamenti climatici. New York potrebbe finire sommersa dalle acque entro il 2300? Più che di un’ipotesi, si tratta di una teoria frutto di uno studio a carattere internazionale. I ricercatori sostengono che i potenti del mondo devono fare qualcosa per tutelare il clima e per puntare sulla riduzione del riscaldamento globale e dei mutamenti climatici, altrimenti nei prossimi secoli il livello dei mari è destinato ad aumentare inevitabilmente e il nostro pianeta può rischiare veramente molto. Come ha fatto notare Stefan Rahmstorf dell’Istituto di Potsdam, “A New York City, per esempio, l’aumento di appena un metro moltiplicherebbe la frequenza di gravi inondazioni: da una ogni secolo a una ogni tre anni“. In particolare il livello del mare si potrebbe innalzare fino a 2,7 metri e a risentirne sarebbe soprattutto la costa Est degli Stati Uniti.
Gli scienziati tengono sotto controllo la costa atlantica dell’America, perché ci si è accorti che il livello del mare sta crescendo ad una velocità quattro volte superiore rispetto alle altre coste del mondo. Ad essere a rischio sono le città che si trovano lungo la costa atlantica degli Stati Uniti, ma anche alcune metropoli dell’Asia. Gli esperti prevedono la messa in atto di uno scenario apocalittico e come conseguenza si potrebbe venire a verificare un esodo di massa, che comporterebbe danni economici incredibili. L’unica soluzione è cercare di non far aumentare le emissioni di anidride carbonica, per salvare la Terra. Non si tratta soltanto di visioni troppo pessimistiche, quello dell’inquinamento ambientale e delle sue conseguenze è un problema reale, ecco perché le autorità governative dovrebbero entrare nella questione per prendere delle misure adeguate.
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