Positivo il bilancio degli stress test effettuati sugli impianti nucleari in Europa. È quanto è emerso nel corso del Seminario internazionale organizzato dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) lo scorso 12 luglio, conclusosi di fatto con un apprezzamento da parte della Commissione europea per il rigoroso lavoro di revisione svolto e l'individuazione degli interventi di miglioramento della sicurezza degli impianti in esercizio.
Avviati a seguito dell'incidente di Fukushima, gli Stress test e le Peer reviews hanno riguardato i rapporti nazionali di 15 stati membri, più Svizzera e Ucraina, coinvolgendo 80 esperti, rappresentanti dei 24 Stati europei e la Commissione.
Pur non avendo centrali attive, l'Italia ha partecipato ai controlli tramite il coinvolgimento degli esperti dell'Ispra, che è l'Autorità di sicurezza nucleare nazionale. Gli studiosi del Dipartimento nucleare sono stati coinvolti sia in attività di carattere orizzontale (i rapporti nazionali) che nelle attività verticali, connesse alle visite ad impianti selezionati dei vari paesi (come Slovenia, Slovacchia e Ucraina).
“A dispetto delle differenze negli approcci nazionali - commenta l'Ispra - è emersa una sostanziale consistenza circa l’identificazione dei punti di forza e di debolezza dei vari impianti e del modo di rafforzarne la robustezza alla luce della lezione di Fukushima, ma soprattutto la consapevolezza, oggi condivisa tra tutti i partecipanti, che l’attenzione sulla sicurezza nucleare non può essere mai abbassata e che lo sviluppo dei criteri e delle difese deve essere perseguito costantemente e con continuità”.
Nessun commento:
Posta un commento